SENZA GERUSALEMME LA NOSTRA FEDE SAREBBE SOLO UN RACCONTO

IL MEETING ROMANO DEGLI AMICI DI SAXUM.

ROMA, Italia – Nel pomeriggio di sabato 9 giugno, l’auditorium della Pontificia Università della Santa Croce si è riempito di  “Amici di Saxum” italiani riunitisi per l’incontro annuale della loro associazione. Per l’occasione, infatti, l’Associazione “Amici di Saxum – Italia” ha organizzato il convegno dal titolo “Vivere la Terra Santa”. L’ospite d’onore era mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme. A presiedere l’incontro mons. Fernando Ocariz, Prelato dell’Opus Dei.

Cuore dell’evento è stato un vivace scambio tra il giornalista Alberto Michelini e mons. Pizzaballa. In un’atmosfera rilassata ma profondamente riflessiva, hanno intrattenuto il pubblico, spesso con sapiente ironia, pur toccando temi profondi e complessi: la difficile pace in Medio Oriente, il basso numero di cristiani che vivono questi paesi e l’incremento dei pellegrini in Terra Santa negli ultimi anni.

Mons. Ocariz, nel suo discorso di benvenuto, ha ringraziato mons. Pizzaballa soprattutto per aver accettato di venire a Roma per sole 24 ore, il  tempo necessario per essere presente a questo evento. Ha poi ricordato ai presenti la storia del nome Saxum, che significa “roccia” in latino: era il soprannome affettuoso che san Josemaría diede al suo successore, il Beato Alvaro, che fu il suo più stretto collaboratore per molti anni. “Anche Gesù – ha aggiunto –  chiamò Simone ‘Pietro’, che significa roccia.”

La difficile situazione in Medio Oriente è stato un tema ricorrente. Quando gli è stata chiesta la sua opinione su quali siano le prospettive per la pace, Pizzaballa ha scherzosamente risposto “Io non sono un profeta!” Ma continuando  poi più seriamente ha aggiunto: “L’esperienza di questi anni [con riferimento alle precedenti osservazioni del moderatore su Camp David e gli accordi di Oslo] mostrano  che la politica da sola non è in grado di risolvere il conflitto. E’ invece assolutamnete necessario  – ha aggiunto – un vero dialogo, un  vero incontro che richiede rispetto reale, rispetto per l’altro”.

L’arcivescovo Pizzaballa ha anche sottolineato che la pace “è una realtà integrale”, le religioni sono chiamate a “costruire il loro contesto”, perché “le cose a Gerusalemme non si possono che fare insieme”.

E ad ACI Stampa ha  dichiarato: “Questo è l’aspetto bello di Gerusalemme: se togliamo la politica e le istituzioni religiose, sempre ingessate con la paura di perdere la loro fetta di potere, e guardiamo alla realtà personale e umana, si incontrano persone meravigliose, ci si arricchisce tantissimo nel dialogo. Le relazioni che ho avuto con ebrei e musulmani mi hanno cambiato la vita. Parlando del Vangelo, mi sono reso conto che delle domande non me le ero mai fatte, io che prima di nascere già ero cattolico”.

Ha anche commentato che l’identità di Gerusalemme non può essere messa in discussione, perché il cristianesimo è incarnazione e non vi è incarnazione senza luogo: senza Gerusalemme la nostra fede sarebbe solo un racconto.

Un altro tema, pieno di speranza e ispirazione, è stato il potere della Terra Santa di cambiare la vita dei pellegrini e il contributo di Saxum in questo contesto. Mons. Ocariz ha osservato come la raccolta di fondi e la costruzione della stessa Saxum sia stata un chiaro esempio di cooperazione internazionale e interreligiosa.

Sono stati anche mostrati al pubblico due video: uno, sull’Associazione Amici di Saxum Italia, con testimonianze di pellegrini italiani che hanno partecipato a pellegrinaggi Saxum, e  un altro sul Cenacolo e sulla Pentecoste, uno dei tanti video che tutti  gli Amici di Saxum ricevono periodicamente sui Luoghi Santi e le rispettive festività.

Dopo gli interventi  di Aldo Bressi (presidente di Amici di Saxum-Italia) e di Massimo Caneva (presidente AESI, Associazione Europea di Studi Internazionali), Rosalinda Corbi (segretario generale della Fondazione Saxum) ha dato un aggiornamento sugli ultimi ritocchi e sui progetti futuri del Saxum Visitor Center, quali per esempio lo sviluppo del Cammino di Emmaus. E ha chiesto preghiere e aiuti concreti per tutto ciò di cui il Visitor Center ha ancora biosgno per essere di efficace servizio.

Amici di Saxum Italia” è la prima e  finora unica  associazione di Amici di Saxum che si è formata all’interno di un paese e ha già organizzato con successo numerosi pellegrinaggi in Terra Santa. La speranza è che  serva da esempio e  ispirazione per i numerosi Amici di Saxum in tutto il mondo.

FOTO DELLA CONFERENZA STAMPA E DELL’EVENTO

Crediti immagini: Pontifical University of the Holy Cross, Opus Dei Information Office, Romasette.